MILANO – L’Italia resta nel mirino degli investitori, nonostante la distensione sui mercati delle ultime sedute che – dopo un ottobre horribilis – ha ridato fiato a Piazza Affari e ai titoli di Stato, con lo spread sceso sotto 300 punti base. Il rimbalzo di inizio novembre ha caratterizzato un po’ tutti i listini, alimentato soprattutto dalle speranze di distensione commerciale tra Usa e Cina; uno snodo centrale su questo eventuale percorso sono senz’altro le elezioni americanedi metà mandato, evento principe della settimana che disegnerà il nuovo Congresso e lancerà la seconda fase della presidenza Trump.
Guardandoci in casa, la protagonista è sempre la Manovra finanziaria che inizia formalmente il suo iter alla Camera. Martedì si procederà all’esame del contenuto del provvedimento e una volta stralciate le norme considerate inammissibili il ddl di Bilancio verrà formalmente assegnato alla commissione Bilancio, dove il voto è previsto tra il 20 e il 22 novembre. Un timing di massima è già stato fissato ma sarà martedì l’ufficio di presidenza della Commissione a stabilire il calendario dei lavori e il termine per gli emendamenti. Il consueto ciclo di audizioni, secondo quanto viene riferito, dovrebbe svolgersi tra venerdì 9 e lunedì 12 novembre. Dovrebbero essere auditi, oltre al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, anche la Banca d’Italia, la Corte dei Conti, l’Istat, l’Upb, le parti sociali e gli enti locali. Intanto prosegue l’esame del decreto fiscale in commissione Finanze al Senato, mentre si attendono per l’8 novembre le previsioni economiche aggiornate della Commissione europea, che terranno già conto dei saldi inseriti dall’Italia in Manovra, e l’aggiornamento dell’Istat sull’andamento dell’economia con la nota mensile. C’è grande attesa per vedere quanto le stime europee si scosteranno dal governo, che prevede il prossimo anno di crescere all’1,5%: un dato “ottimistico” secondo la maggior parte degli osservatori.
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Il testo sarà passato ai raggi X anche alla riunione dell’Eurogruppo di inizio settimana a Bruxelles, dove il ministro Giovanni Tria sarà probabilmente sotto il fuoco incrociato dei colleghi. La Commissione europea pare più determinata che mai ad andare in fondo alle sue facoltà e – senza improbabili cambi di rotta sui numeri del bilancio italiano – ciò significa apertura di una procedura per deficit eccessivo nell’ambito del mancato rispetto degli obiettivi sul calo del debito. Alla situazione italiana volgerà senz’altro più che un occhio il vicepremier Luigi Di Maio, che è in Cina per l’expo di Shanghai.
A livello internazionale si guarda poi alla Fed, che dovrebbbe tenere i tassi invariati nel penultimo meeting di quest’anno. Gli osservatori scontano però che entro il 2019 arrivi il quarto rialzo del costo del denaro, soprattutto alla luce degli ultimi dati sul mercato del lavoro che hanno mostrato un’economia solida e salari i crescita. Tra le materie prime, si guarda al petrolio per il ritorno delle sanzioni Usa verso l’Iran: il greggio è reduce da un periodo di forti cali.
Per quanto riguarda infine le trimestrali, siamo nel pieno della stagione con le grandi banche quali Credit Agricole, Intesa e UniCredit chiamate a dare i propri numeri, insieme al settore dell’auto con BMW, Ferrari, Subaru e Toyota o alcuni giganti dei media e delle Tlc quali NTT, Sky, Deutsche Telekom e Disney. In Italia si possono poi ricordare Leonardo, Poste, Fincantieri, Telecom e Unipol tra le altre.
Ecco i principali eventi della settimana:
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